Terrorismo jihadista

Ripropongo la risposta che mi diede il prof Pietro Melis il 21/11/2015.

Dopo gli attentati del 13/11/2015 a Parigi avevo chiesto un parere a Pietro Melis circa l’intervista rilasciata da Michel Onfray a Sébastien Le Fol (Corriere del 20/11/2015). Per il filosofo francese il 13 novembre è una risposta agli atti avviati in Iraq 25 anni fa. La Francia deve ritirare tutte le sue truppe dalla Siria e dall’Iraq.

Risposta di Melis: “La premessa di Onfray è giusta. Ha incominciato il criminale idiota Bush figlio ad invadere l’Iraq del laico Saddam Hussein che aveva come vice primo ministro il cattolico di rito caldeo Tareq Aziz e che proteggeva i cristiani e garantiva parità di diritti alle donne, libere di circolare sole e senza coprirsi la testa con il velo simbolo di sottomissione all’uomo. Era stato accusato di avere armi di distruzione di massa. Grande menzogna di Bush di cui fece ammenda l’alleato Blair. Poi la disgrazia del bombardamento della Libia voluta da Sarkozy e dal quel delinquente di Napolitano che volle che intervenisse anche l’Italia. E l’idiota Berlusconi non seppe resistergli tradendo Gheddafi che poco prima aveva ricevuto a Roma con grandi onori. Poi l’idiozia di Hollande che voleva bombardare la Siria invece di appoggiare già due anni fa il laico Assad che proteggeva con i cristiani le importanti memorie storiche in Siria. Voleva appoggiare i siriani dell’asserito “esercito libero” che combatteva contro Assad. E tutti i governi caddero nella trappola del cosiddetto esercito libero, causa maggiore dell’indebolimento di Assad e della conseguente espansione dell’Isis in Siria dall’Iraq. Una politica estera occidentale pazza e fallimentare. Ma la conclusione di Onfray è scellerata. Ora sono proprio gli Stati che non hanno voluto difendere Assad che debbono rimediare ai propri errori aiutando la Russia con intervento di truppe di terra, senza le quali i bombardamenti indiscriminati serviranno a poco o a nulla. Il deficiente Obama pone la condizione che prima vada via Assad. Un altro coglione alla presidenza degli Stati Uniti, maggiori responsabili di questa situazione. Bisogna invece aiutare Assad senza porgli condizioni. La stronzaggine occidentale del credere che si possa esportare la democrazia negli Stati islamici”. Fine della risposta.

Sulle motivazioni psicologiche che spingono i giovani all’idea della guerra santa concordo pienamente con Gianni Vattimo.” E se lo facessero semplicemente per noia? (…) Il vuoto di una vita sociale sempre più limitata nei suoi orizzonti, non una visione “alternativa” in cui si possa credere. Tutto si svolge tra l’estremo della frustrazione – un sempre maggior numero di persone, per lo più giovani, che non lavorano e non studiano, semplicemente sopravvivono, (come molti adulti espulsi dal “mercato del lavoro”non cercano nemmeno più una ricollocazione professionale qualunque), e l’estremo della rabbia per l’ipocrisia generale: la democrazia diventata solo una scusa per imporre il dominio di una parte del mondo sull’altra (vi bombardiamo perché, avete il diritto a una costituzione democratica), la fantasmagoria del consumismo di cui non si può godere perché nel frattempo – statistiche lo provano – la povertà è diventata endemica, e così il degrado di città sempre più invivibili… D’accordo, stiamo forse esagerando il quadro, ma i suoi tratti caratteristici sono questi: un’atmosfera di diffusa rassegnazione, a cui si rimedia con gli psicofarmaci o decisamente con la droga. E volete che un sedicenne che vive in questa cornice sappia davvero resistere alla “tentazione” dell’alternativa violenta, che gli promette non tanto la vita eterna e le settantadue vergini riservate ai martiri della jihad, ma intanto gli offre l’appartenenza a una comunità di combattenti mossi da un ideale, sanguinario quanto si vuole, ma sempre meglio della sopravvivenza a cui è condannato dalla sua quotidianità . E a proposito di sopravvivenza: volete che si rifiuti all’idea della guerra santa e del martirio per amore o rispetto della vita, cioè di una vita che ha perso per lui ogni significato? (…) I terroristi attaccano una cultura estranea e intollerabile anche perché ne sono esclusi. il Fatto 23/11/2015

Terrorismo jihadistaultima modifica: 2016-07-15T14:27:46+00:00da dean15
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