Valerie Solanas

 

Alla 33 Union Square West di New York City (la Factory), intorno alle 4.30 del pomeriggio del 3 giugno 1968, Valerie Solanas, l’autrice del testo più incendiario del femminismo (il manifesto per l’eliminazione del maschio), senza pronunciare una parola, estrae da un sacchetto di carta una pistola Colt automatica .32, la punta verso Andy Warhol e gli spara tre colpi, ferendolo criticamente all’esofago, ai polmoni, al fegato, allo stomaco. Poi Solanas, pensando di aver ucciso Warhol, punta la Colt verso Mario Amaya, il compagno di Wahrol che sta rannicchiato sul pavimento, e gli spara un colpo all’altezza dei fianchi. Il massimo esponente della pop art americana viene condotto all’ospedale Columbus in critiche condizioni alle 4.45. Alle 4.51 Wahrol è pronunciato clinicamente morto. I dottori gli aprono il petto e gli massaggiano il cuore. Egli subisce un intervento chirurgico di cinque ore e mezzo, è in critiche condizioni ma sopravvive. Egli trascorre due mesi all’ospedale, ma le sue ferite sono così gravi che è costretto a indossare un busto per il resto della vita.
Solanas, la sera stessa si costituisce alla polizia e viene arrestata per tentato omicidio. Valerie si difende sostenendo che Wahrol stava esercitando un controllo eccessivo sulla sua vita.
L’autrice del manifesto per l’eliminazione del maschio viene giudicata sofferente di schizofrenia paranoide.

Per Valerie Solanas gli uomini sono « egocentrici, incapaci di empatia o di identificarsi con gli altri o di amare, sono incapaci di amicizia, affetto e tenerezza. L’uomo è un’unità completamente isolata, incapace di rapportarsi con chiunque. Le sue risposte sono viscerali, non celebrali; la sua intelligenza è uno strumento al servizio dei suoi bisogni; l’uomo è incapace di passione mentale, l’uomo non è capace di entrare in relazione con nessuno altro che le sue sensazioni fisiche. L’uomo è un mezzo morto». Ancora, «l’uomo è una femmina incompleta che cerca per tutta la vita di completarsi cercando di diventare donna».
L’avvocato e attivista Florynce Kennedy la definisce «una delle più importanti portavoce del movimento femminista».

Valerie Solanas entra ed esce dagli ospedali psichiatrici e nel 1988, all’età di 52 anni, muore di enfisema e polmonite al Bristol Hotel di San Francisco.

 

Valerie Solanasultima modifica: 2016-07-23T19:01:42+00:00da dean15
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento